Automotive

Car sharing: i dati confermano il boom

Sta riscuotendo sempre più successo, in Italia, il car sharing, ossia quel servizio che permette di utilizzare un’automobile su prenotazione. Tutto ciò è testimoniato dalla crescente diffusione del servizio, capace di proporsi, sempre più, come credibile alternativa tanto alla vettura di proprietà quanto ai mezzi pubblici. Questi elementi vengono evidenziati dalla recente ricerca “Il Car Sharing in Italia: soluzione tattica o alternativa strategica?”, portata avanti da ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) e dalla società di consulenza strategica Bain & Company.

La ricerca mette in mostra, innanzitutto, l’incremento nell’utilizzo del servizio nell’ultimo anno: il numero delle tessere di iscrizione ad una delle società di car sharing ha superato il milione (sono 1.080.000) con un aumento del 70 per cento rispetto al 2015, i noleggi sono stati 6.270.000 (+33%) e la flotta è arrivata a 6.000 veicoli (+33%).

Lo studio ha permesso, inoltre, di tracciare un profilo dell’utente tipo, ossia un maschio di 38 anni, pendolare, che utilizza il servizio soprattutto per raggiungere il lavoro. Possiede mediamente 2,8 tessere (non è quindi particolarmente fidelizzato ad un singolo operatore o ad un particolare modello di auto). Un altro dato interessante mostra come, grazie a questo servizio, 2 utenti su 10 abbiano rinunciato all’auto di proprietà ed ai trasporti pubblici. Inoltre sono sempre di più coloro che decidono di utilizzare il sevizio in condivisione, contribuendo ad un ulteriore abbattimento dei costi.

Ma non è tutto oro ciò che luccica ed infatti, le parole di Andrea Cardinali, presidente di ANIASA, sottolineano alcune delle criticità ancora presenti “Manca innanzitutto una definizione normativa di vehicle sharing, così come una cornice legislativa unica per gli operatori pubblici e privati, i quali oggi si confrontano con regolamentazioni del servizio disomogenee fra una città e l’altra, che creano anche confusione nell’utente finale specialmente quando è in trasferta”.

Marco Ferazzoli

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