Automotive

Comprare un’auto usata: da acquirente diventa car hunter

Il mercato auto riprende a salire in Italia, con un passo più o meno consolidato, e ciò significa un rinnovo nella disponibilità dell’usato. Si arricchisce la gamma in offerta, con la presenza anche di marchi fino a poco tempo fa quasi sconosciuti. Cresce a dismisura il segmento “C”. Ma anche il settore “Premium” ci obbliga a guardare bene oltre le “solite” tedesche. Senza contare alcuni aspetti importanti (super sconti, il ritorno della leva finanziaria e del leasing, il maxiammortamento, la nuova ondata di “Km Zero”) che rendono il nuovo mai così conveniente come ora.  Di fronte a ciò, e al fatto che le spese per la manutenzione per l’auto sono di nuovo in crescita, la soluzione di cercare un usato rimane comunque strategica almeno dal punto di vista della possibilità di scelta in un assortimento vastissimo: solo nell’usato, ad esempio, si possono trovare (anche recentissimi) i modelli di 3 marchi che in Italia non si possono più comprare da nuovi: Saab, Chevrolet, Dahiatsu.

Perché allora non provate a diventare per voi stessi dei “car hunters”? Cioè più che acquirenti, degli “scopritori” della vostra auto presso i rivenditori prefessionisti. E allora, di seguito, valutate questa serie di suggerimenti alternativi accanto ad altri molto più convenzionali.

  • Scegliere tra una rosa di modelli: spesso l’auto dei sogni che cerchiamo è una sola. Impariamo a valutare anche le piattaforme tecnologiche e l’uso che vogliamo fare dell’auto, con un esempio poco ortodosso ma utile: scegliere tra Renault “VelSatis” ed “Espace IV” 2.2 Tdi (ad esempio) del 2009. I due modelli nascevano nello stesso stabilimento di Sandouville e condividevano la medesima piattaforma. Un aspirante acquirente di Espace (fermo restando il gradimento personale ed estetico su ciascuno dei 2 modelli) che tuttavia non dovesse fare carichi voluminosi e si servisse solo dei 5 posti, a parità di motorizzazioni, anno e condizioni potrebbe valutare che con “VelSatis” risparmierebbe occhio e croce fino al 50 per cento sul prezzo medio commerciale rispetto all’”Espace” (in riferimento ai molti annunci di vendita alla data di oggi).

 

  • E non dimenticate un altro esempio che chiamo “fattore Mazda”: un brand di nicchia fino all’esplosione ai primi anni 2000. Da un anno ad un altro, però, chi aveva comprato usato di quel marchio a prezzi da saldi si ritrovava un valore rinnovato perché cominciò a diffondersi. Ci sono e ci saranno sempre marchi in prevedibile ascesa o al contrario discesa, con quel che consegue in termini di rivedibilità, ad esempio. Tutti elementi razionali da tenere in considerazione all’atto di scegliere un usato.

 

  • Valutare bene il “TCO” (Total Cost of Ownership) senza farsi ipnotizzare dai soli valori residui di rivendita riportati sulle riviste. Un modello ipoteticamente ben rivendibile sul mercato lo è in condizioni perfette e mantenuto: ci sono tuttavia modelli il cui costo di gestione assicurativa (molto rubato) e meccanici (tagliandi e autoricambi molto cari) rende l’onere di gestione talmente elevato da impedire qualunque ammortamento anche rispetto al ricavato della rivendita. Quando selezionate un modello non disdegnate di parlarne al meccanico o ricambista di fiducia.

 

  • Scelti i modelli, per valutarne l’acquisto valgono le regole di buon senso classiche: pretendete la documentazione completa e, se potete, segnate numero di telaio per verificare l’assenza  di richiami e verificate al PRA con una visura il numero di passaggi e la assenza di “ganasce”. Girate intorno e sotto l’auto, verificate l’uniformità del colore e valutate bene l’assenza di danni strutturali gravi. Verificate “a tatto” la corrispondenza dei chilometri con usura freni, pedaliere, stato visivo del vano motore, e se effettuate una prova su strada non preannunciateVi mai. Meglio in questi casi fare sorprese…

Riccardo Bellumori

 

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